AVANTI C’È POSTO. ANCORA RETORICA!
Print Friendly, PDF & Email

Cannonate a salve, parate militari, corazzieri a cavallo, conteggio degli applausi durante il discorso in Parlamento come in uno show televisivo, un lungo intervento nel quale solo chi voleva ha letto vere novità, un apparato enorme e costoso che segue un cerimoniale altrettanto pomposo e inutile, articoli e servizi a non finire di una retorica insopportabile.

Tutti a interpretare le parole recitate in un Parlamento “festante” per poter così prolungare di un altro anno poteri ed emolumenti. Tutti attenti ai moniti che il “nuovo” presidente rivolge anche a loro, ben sapendo comunque che in effetti in questi anni lui ha controfirmato tutto quello che gli è stato proposto da governi di tutti i colori.

Tutti ad incensare un evento che dovrebbe  essere normale in un paese normale ma che da noi assume un valore eccessivo e retorico perché in un paese normale non viviamo. Il rinnovo di una carica presidenziale di una persona di cui ormai sappiamo tutto e che ha già svolto questa funzione per ben 7 anni.

Dopo la figura a dir poco sconcertante fatta da partiti e istituzioni in questi ultimi giorni sarebbe stato conveniente ridurre tutto al giuramento formale e ad un brevissimo messaggio per spiegare il perché di questo “ritorno”.

Un presidente della repubblica che fa gli scatoloni e poi li disfa per “servire la patria”. Un presidente del consiglio che si autocandida a diventare il presidente di tutti ma che sembra vorrebbe decidere lui chi avrebbe dovuto prendere il suo posto. La seconda carica dello Stato (la presidente del Senato) che viene bocciata dalla sua stessa maggioranza e non ha il coraggio di dimettersi. Partiti allo sbando che litigano tra loro e al loro interno non su obiettivi  e valori importanti ma sulle poltrone, se ne fregano del grave segnale di scollamento con la gente in carne ed ossa, rappresentato dal fatto che a votare per loro vada ormai il 50% del popolo italiano e che i sondaggi dicano che la fiducia degli italiani nei loro confronti è scesa ad un misero 5%.

Questa è  la rappresentazione della miseria della politica in Italia.

Tutti a tirare in ballo la Costituzione per poi mettersela sotto i piedi, ignorarla, sfuggirla, nasconderla, disattenderla proprio nei suoi dettami e principi fondamentali nati dalla lotta contro il fascismo e che indicano obiettivi che da sempre vengono invece relegati a semplici ed inutili parole.

Lavoro, salute, istruzione, ambiente, etica, ruolo sociale dell’impresa, democrazia e rappresentanza …

Tutti aspetti ormai marginali nella gestione della cosa pubblica, tutta protesa a compiacere il dio mercato, la borsa, la finanza e l’economia nei suoi aspetti più deleteri per l’uomo.

Beh, ci potevano almeno risparmiare questa rappresentazione di uno stato in disfacimento che fa festa perché non è riuscito ad eleggere un nuovo presidente.

Che poi, ad essere maliziosi, e neanche tanto, è più che plausibile che tra un anno o poco più, dopo le elezioni e dopo che il piano di  “addestramento” e assoggettamento alle direttive dell’Unione europea si sarà stabilizzato, si potrebbe assistere ad un nuovo cambio della guardia con relativa salita al milite ignoto e al colle più  alto dell’attuale inquilino di Palazzo Chigi. Altre fanfare, maratone TV, cavalli, frecce tricolori e chi più ne ha più ne metta: ancora retorica.

Add Comment

Your email address will not be published. Required fields are marked *

Pin It on Pinterest