Capitolo 15 – 1997    Azionariato dei dipendenti e alleanza con l’olandese KLM
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Una grande Assemblea degli assistenti di volo il 10 gennaio 1997 vota all’unanimità la proposta di mobilitazione della categoria e di sciopero entro il mese di gennaio.

Mentre ci sforziamo di mantenere unita la categoria e tutti i lavoratori di Alitalia, si acuiscono però i contrasti interno alla categoria, derivanti dalla creazione di Alitalia Team e dal piano aziendale. Assistenti di volo Alitalia contro coloro che avevano scelto di andare in Alitalia Team, diventando Responsabili (i famigerati RUC), ex ATI e Alitalia, ex ATB (assistenti tecnici di bordo ATI) mal gestiti, ex Avianova, nuove qualifiche, lungo raggio e medio raggio: una babele di interessi spesso diversi perché diversa è la provenienza e soprattutto perché su queste divisioni gioca l’azienda per dividere la categoria, aiutata in ciò da organizzazioni sindacali che promettono tutto a tutti, ma allo stesso tempo difendono ognuna uno specifico segmento di lavoratori. Peggio di un qualsiasi sindacato autonomo corporativo e di mestiere,

La difficoltà, tutta nostra, di voler rappresentare l’intera categoria a prescindere dall’azienda di provenienza, dall’anzianità e dalla qualifica, si scontra contro un sempre maggiore malumore che sfocia spesso in aperto contrasto all’interno di queste diverse porzioni di categoria.

Anche per questo ad inizio anno avviamo anche una grande raccolta di firme, “Per una categoria unita e solidale”, su alcuni punti che riteniamo fondamentali in questa fase: blocco della cessione di attività da Alitalia ad Alitalia Team e definizione di una missione certa e circoscritta della nuova compagnia; Contratto nazionale di Gruppo tra Alitalia e Alitalia Team; Contratto nazionale di tutti gli assistenti di volo operanti in Italia; costruzione di una rappresentanza sindacale unitaria di base (RSU).

Nel frattempo, a seguito dell’accordo che ha portato le altre organizzazioni sindacali a condividere il piano industriale di Cempella e ad accettare la “pace sociale”, entrano a far parte del Consiglio di Amministrazione Alitalia il presidente ANPAC e due esponenti nazionali CISL e CGIL. Il numero totale dei consiglieri da 13 sale a 17. Una scelta assolutamente censurata e condannata dal Sulta.

Il 17 gennaio si indice lo sciopero di 24 ore per il 29 gennaio. Qualche giorno prima interviene però il ministro dei trasporti Burlando che dopo aver preso atto di una lettera dell’Alitalia che chiedeva un intervento istituzionale perché riconosceva “… gli eventi devastanti...” che avrebbe avuto lo sciopero e a sua volta aver dichiarato pubblicamente che lo sciopero avrebbe avuto “… prevedibili irreparabili conseguenze per i collegamenti…”, convoca il Sulta al ministero per il 30 gennaio.

Noi sospendiamo lo sciopero e continuiamo la pressione sulle istituzioni ma i risultati non arrivano, inizia a calare l’attività di volo (e conseguentemente il salario) degli assistenti di volo Alitalia mentre aumentano a dismisura le ore di volo (mal pagate) dei nuovi assunti in Team.

L’azienda scrive candidamente su una propria rivista (Arrivederci) “ … fino a raggiungere l’ambizioso obiettivo in programma: ridisegnare ex novo in Alitalia Team il volto della compagnia di bandiera … Allora tutta l’attività operativa di Alitalia sarà assorbita dalla nuova arrivata …). Cadono alibi e rassicurazioni e la realtà appare ormai chiara a tutti. Così a fine febbraio si decide di rimettere in piedi lo sciopero, questa volta di 48 ore, preceduto questa volta da un referendum rivolto a tutti gli assistenti di volo. Un SI o un NO che vuol dire coscienza o meno della possibilità di riuscita di una reazione adeguata al progetto di smantellamento di Alitalia e di trasformazione in una grande low cost.

A peggiorare la situazione ci si mette anche una riforma del Fondo Volo (la pensione obbligatoria, in pratica l’INPS del personale navigante) che impedisce la realizzazione di tutti i 1.300 prepensionamenti previsti, con un aggravio dei costi che l’azienda vuol far ricadere nuovamente su chi rimane in attività e tenta di colmare con una accelerazione del passaggio di attività di volo ad Alitalia Team, meno costosa quasi esclusivamente per il più basso costo e la maggiore flessibilità e produttività degli assistenti di volo.

Intanto l’Alitalia, per non farsi mancare la solita sparata senza senso, il 7 marzo toglie i diritti sindacali al personale di terra di Alitalia e dell’Atitech di Napoli. Durerà poco, anche perché la reazione di tutto il Sulta è immediata.

Il 19 marzo si conclude il referendum sullo sciopero: 61% di SI e 30% di NO. Però, pur avendo raggiunto il quorum dei votanti pari al 50%+ 1, non siamo soddisfatti della partecipazione e a fronte della delicatezza e gravità della situazione, a fine mese proponiamo un percorso unitario agli altri sindacati. In effetti ci rendiamo conto che in questa specifica fase da soli non riusciremmo a costruire un percorso di mobilitazione adeguato e quindi tentiamo la carta di un percorso che definirei comune piuttosto che unitario. Ciò che ci divide e che ci dividerà sempre da questi sindacati è sicuramente l’iniziativa e gli obiettivi di carattere strategico e metodologico e se in varie fasi abbiamo ritenuto opportuno stabilire tatticamente delle alleanze, ciò non ha mai scalfito la nostra estrema alternatività a chi ha progressivamente accettato regole del mercato, liberalizzazioni e compatibilità economiche.

Inizia quindi una fase di lavoro comune e di forte pressione congiunta nei confronti del governo di centro-sinistra.

Il 18 aprile arriva una lettera del Commissario europeo ai trasporti Neil Kinnock che informa il Ministro Burlando e Cempella che la ricapitalizzazione di 3.000 miliardi di lire non può essere considerata come un normale investimento di mercato ma che si configura come un aiuto di stato e come tale deve essere affrontato dalla Comunità.

Dopo un lavoro intenso durato settimane, si apre una rappresentanza sindacale SULTA in Alitalia Team. Chiaramente non è riconosciuta dall’azienda perché non siamo firmatari di quel contratto, ma per noi è importante l’interesse dei lavoratori , soprattutto ex stagionali precari Alitalia ed assunti ora a tempo indeterminato in Team. E’ un primo ma importante segnale che inizia a rompere l’isolamento di questi lavoratori creato ad arte dall’azienda e dalle altre organizzazioni sindacali. Mentre il silenzio sul Contratto di lavoro degli assistenti di volo Alitalia, scaduto nel dicembre del 1996, continua ad essere totale, si procede all’elezione dei nuovi delegati RSA di Alitalia.

E’ di quest’anno l’accordo di un’alleanza strategica tra Alitalia e KLM, la quale influirà successivamente sul percorso di ristrutturazione e rilancio della Compagnia. E’ da tener presente in questa fase che a fronte della ricapitalizzazione dei 2500 mld la Commissione Europea pone dei pesanti vincoli allo sviluppo della nostra azienda.

Il SULTA, dopo una lunga discussione interna sollecitata inizialmente proprio dai nostri iscritti nella nuova compagnia del gruppo, seguita da una consultazione favorevole tra gli iscritti, aderisce al Contratto AZ Team con il duplice scopo di tentare di migliorare le condizioni dei colleghi più giovani e di mantenere viva l’attenzione rispetto all’obiettivo, mai abbandonato, di riunificare la Categoria.

Il 25 giugno si mette in piedi uno sciopero generale di tutto il trasporto aereo. All’ordine del giorno non solo quindi la vertenza dell’Alitalia, ma la situazione nelle gestioni aeroportuali ed il licenziamento del nostro compagno e dirigente sindacale Walter Mancini, i licenziamenti Alisud nello scalo di Sigonella, le lotte di lavoratori Vitrociset che intanto stanno portando avanti uno sciopero della fame. Il Sulta è ormai una realtà sindacale radicata nei territori, nelle aziende del trasporto aereo e nei settori del suo indotto e non soltanto in Alitalia.

L’8 luglio del 1997, dopo numerose riunioni che si svolgono quasi tutte al numero 12 di Piazza Barberini a Roma, presso la sede del CNL Trasporti, si costituisce un Coordinamento delle organizzazioni sindacali di base dei trasporti: il CNU Trasporti, Coordinamento Nazionale Unitario del Comparto dei Trasporti, al quale partecipano il SULTA, il CNL Trasporti degli autoferrotranvieri, l’UCS dei Capistazione delle ferrovie, la RDB Cub Trasporti e lo Slai Cobas. Il COMU dei macchinisti ferrovieri partecipa a tutte le riunioni e si riserva di aderire in seguito. Sono eletti tre portavoce: Paolo Maras del Sulta, Aurelio Speranza del Cnl Trasporti e Mario Montanari dell’Ucs.

Il CNU non avrà vita lunga e neanche facile ma è da questa esperienza che si sviluppano relazioni importanti tra i sindacati di base dei trasporti e che nasceranno poi ulteriori aggregazioni in questo fondamentale settore dei servizi pubblici, tra i quali il SULT che vedrà la luce alcuni anni dopo e anche l’ORSA tra i ferrovieri che dopo ulteriori aggregazioni con altri sindacati autonomi, si allontanerà però dall’esperienza del sindacalismo di base.

Versò metà del mese di luglio a firma Maras, Petrocchi e Tomaselli presentiamo una denuncia-querela nei confronti del Direttore operazioni volo di Alitalia Team, il comandante Stefano Biffi che aveva curato un opuscolo al cui interno è pubblicato un articolo intitolato “La borsa”. Tale articolo racconta “le gesta” degli assistenti di volo, ovvero di un assistente di volo tipo (si capisce benissimo il chiaro riferimento a lavoratori della “vecchia” Alitalia) che al termine del turno di lavoro “ripulisce” l’aeromobile rubando quanto più sia possibile: latte tedesco, confezioni di succo d’arancia, di ananas, spumante e liquori, fino a riempire la propria borsa. Questo odioso racconto è in perfetta sintonia con la musica del momento suonata dalla dirigenza aziendale che fa e dice di tutto per denigrare la vecchia Alitalia e soprattutto gli assistenti di volo. E il nostro attacco a Biffi è altrettanto pesante: il volantino con il quale pubblichiamo la denuncia si intitola infatti “Non siamo ladri né Biffoni”.

Le azioni Alitalia dal dicembre 1996 schizzano in alto con le Ordinarie a +85%: il possibile accordo con KLM crea aspettative nel mercato e la vendita di Aeroporti di Roma fa entrare nelle casse soldi freschi. Le azioni non sono state ancora assegnate ai dipendenti ma i rappresentanti sindacali Anpac, Cisl e Cgil nel Consiglio di Amministrazione di Alitalia sembrano ormai operare come veri e propri azionisti.

Allo stesso tempo la riforma fiscale del ministro delle finanze Vincenzo Visco del luglio ’97 modifica strutturalmente la tassazione della busta paga complessiva del personale navigante che per grande parte è costituita dall’Indennità di Volo. Visco prevede una tassazione maggiore di tale indennità e un diverso calcolo dei contributi previdenziali. Ciò provoca per i lavoratori un notevole aumento delle tasse e un ancor maggiore riduzione dei contributi pensionistici e per l’azienda un risparmio complessivo enorme. Tutto ciò si verifica proprio in coincidenza con l’avvio dei Fondi pensione complementari che in Alitalia sono alimentati principalmente proprio con parte delle somme risparmiate dall’azienda, attraverso uno specifico accordo. Proprio per questo motivo la quasi totalità dei naviganti sono “costretti” ad aderire al Fondo Complementare.

In questo periodo si sviluppano anche due “movimenti” autonomi all’interno della categoria degli assistenti di volo. Il “Forum”, nato da un gruppo di assistenti di volo Capi Cabina, più corporativo e sicuramente lontano dagli obiettivi e dalle pratiche del Sulta e l’”AdV”, egualmente lontano dal nostro sindacato ma più propenso al lavoro culturale che sindacale in categoria.

Mentre il Piano Cempella sta facendo emergere tutte le sue fragilità e gli errori che si accumulano ormai da anni nella gestione e nelle strategie messe in atto dai vari vertici aziendali, aumentano le forzature contrattuali e si inasprisce la vertenza con Alitalia su una serie interminabile di interpretazioni contrattuali fantasiose da parte dell’azienda e soprattutto sul passaggio continuo di attività di volo da Alitalia ad Alitalia Team.

In autunno si decide quindi di continuare quello strano e innaturale lavoro comune intrapreso in primavera con le altre organizzazioni sindacali, non tanto a livello generale del trasporto aereo, quanto sulla materia assistenti di volo. L’obiettivo, sino ad oggi solo nostro, della costruzione di un Contratto di Gruppo che in qualche modo tenga insieme le normative di Alitalia ed Alitalia Team, sembra ora diventare un punto di rivendicazione unitario. Si acuisce però il contrasto con il “Forum” che ci accomuna alle altre organizzazioni sindacali in termini di responsabilità. Le solite uscite propagandistiche che tendono a sparare nel mucchio, sperando che la maggioranza dei lavoratori non sappia che a guidare quel movimento ci sono soprattutto ex componenti il Comitato di Lotta del ’79 (evidentemente “pentiti”), poi Cisl e ora pensionati. Ma aumenta anche l’attività dei nostri compagni giovani che lavorano in Alitalia Team e che hanno dato vita ad una RSA Sulta, anche se ancora non riconosciuta dall’azienda. E con essa aumentano in Team sia la credibilità del nostro sindacato, sia le aspettative.

Il 29 ottobre si apre all’Intersind la trattativa per il rinnovo del Contratto. Questa volta in un tavolo unitario dove sono presenti tutte le organizzazioni sindacali. Il 20 novembre tutti insieme si presenta una Piattaforma Contrattuale che contiene i nostri due principali obiettivi: il contratto degli assistenti di volo del gruppo Alitalia e una nuova scala parametrale dei salari che tenga conto soprattutto dell’anzianità. Non una piattaforma che ci soddisfa del tutto anche perché siamo comunque coscienti della fragilità della tenuta dei nostri “compagni di viaggio” sempre pronti al richiamo dei loro vertici e ad accorrere al canto della sirena aziendale, ma comunque un documento che inchioda tutti su alcuni punti fondamentali che diventano ben presto patrimonio comune dei lavoratori.

Il 3 dicembre è previsto uno sciopero nazionale unitario degli assistenti di volo di tutte le compagnie aeree contro le modifiche introdotte nel sistema previdenziale obbligatorio dei naviganti (Fondo Volo), ma all’ultimo momento arriva la convocazione del ministro dei trasporti e, come sempre, di fronte ad ogni lieve battito d’ali del mondo politico, Cgil, Cisl e Uil si bloccano. Sciopero rinviato al 16 dicembre e poi ancora sospeso a seguito di un’ordinanza di precettazione del Ministro dei Trasporti. Un po’ come il gatto e la volpe: un ministro ti fa vedere una fetta di salame per farti fermare e l’altro ti da una bastonata prima che tu possa afferrare l’agognata fetta.

Verso fine anno si svolgono ulteriori riunioni sul rinnovo contrattuale ma l’azienda in pratica dice no su quasi tutti i punti della piattaforma sindacale. Mentre cominciamo a registrare tra i vertici degli altri sindacati atteggiamenti di forte preoccupazione, chiari tentennamenti nel sostenere le posizioni concordate a livello sindacale e ammiccamenti alle posizioni aziendali, riusciamo invece a compattare le strutture di base e di categoria delle altre organizzazioni sindacali. Proprio il 17 dicembre viene pubblicato un comunicato unitario (con la sola esclusione della Uil) a firma delle RSA Assistenti di Volo il cui titolo è esplicativo: “Venti di guerra”. Il sottotitolo ancor di più: “La situazione contrattuale e la trattativa stanno prendendo una china che non ci piace!” e vari pesanti passaggi tra i quali si preannuncia conflitto: “…Da questo momento (le RSA) si riservano di indicare a tutta la categoria un percorso che, a fronte di tali presupposti e senza segnali di una chiara volontà comune di cambiamento sfocerà immancabilmente in uno scontro durissimo contro questa dirigenza aziendale e contro chi la sostiene o accetta le sue logiche…”. Una “minaccia” all’azienda ma, per gli addetti ai lavori, rivolta anche a quei vertici di Cgil e Cisl e soprattutto Uil che stanno assumendo posizioni più ambigue. Sappiamo benissimo che le minacce delle strutture di base degli altri sindacati non reggerebbero ad eventuali imposizioni dei loro vertici e che si scioglierebbero come neve al sole, ma oggi è prioritario dare all’insieme dei lavoratori un segnale forte che in qualche modo stringa all’angolo anche tutti i soggetti sindacali, ormai schierati su molte delle nostre posizioni che vanno molto oltre la loro reale volontà.

Il 30 dicembre si svolge il primo incontro tra il SULTA, ormai il sindacato più rappresentativo degli assistenti di volo e il VNC, il sindacato olandese che rappresenta il 100% della categoria in KLM. Chiaramente si parla dell’accordo Alitalia-KLM che dovrebbe andare in onda dal novembre 1998.

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